Non usare il tag Shopping di Instagram se non hai qualcosa da raccontare

“Al centro di Instagram c’è la storia che, attraverso i contenuti del vostro brand, volete raccontare”.

Martina Bellani, Come usare il tag Shopping di Instagram, ora anche in Italia, ninjamarketing.it

Dopo aver letto questa frase ho pensato a una condivisione del post sul mio profilo Linkedin stavo già per cliccare sulla freccina con aria compiaciuta ma poi ho deciso di dire la mia.
Credo il tag shopping di Instagram sia fighissimo ma ne abuseranno alla grande. Perchè? Il problema è che non tutti i brand hanno capito che questo social non può sostituire nè replicare un ecommerce, ma al massimo deve supportare un sistema di acquisti che avviene da un’altra parte.
Ora vanno molto di moda i funnel: ecco, all’interno di un sistema di marketing, un funnel appunto, il tag shopping su Instagram deve essere uno degli strumenti da preventivare nella parte dei social. Le aziende non possono riporre tutte le loro speranze in questo mezzo ma devono usarlo per raccontare le loro storie.
“Al centro di Instagram c’è la storia”, dice Martina. E’ proprio vero. Basti pensare a quel fenomeno del web marketing che è Chiara Ferragni i cui post, per quanto possano essere markettari, attraggono 900k ‘mi piace’ non perchè il piccolo Leone sia vestito particolarmente bene (ho tutine di mio figlio che sono molto più originali di quelle che fa vedere) ma perchè c’è lui. E’ la storia di una mamma ricca, famosa, bella, con un senso della moda universalmente riconosciuto e contesa da tutti i più famosi stilisti. Insomma, a livello di storytelling una certezza assoluta per i nostri tempi.
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Perchè 929.742 persone mettono ‘mi piace’ a questa immagine e io ne raggiungo 60?
Bhè, lei è la Ferragni, lei stessa è un brand di successo e sta raccontando la sua storia di mamma forte del suo seguito allucinante sui social, ricevendo altri ‘mi piace’ da gente come Versace o la Pausini.
Io, fatta eccezione per amici e parenti, annovero tra i miei fans uno studio di fotografia di Sidney incappata per caso nel mio post e che mi aggiunge tra i follower (sperando ovviamente che contraccambi) e qualche gattara.
Certo, non tutte le aziende hanno la fortuna di avere un seguito sui social che sfiora il milione, o influencer degne di nota a capo del loro ufficio marketing.

Allora come fare?

Raccontando storie. Sembra banale, ma il post promozionale con la modella in posa e la borsa di unbrandchenonconosco in primo piano non mi dice nulla di quel brand. Una bambina che gioca con la borsa della mamma e la usa per metterci le sue cose dell’asilo, invece, è una calamita per i like. Un po’ come i gattini che fanno la nanna (al solo pensiero mi parte un “ohhhhhh” di tenerezza).
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Per cui grazie per lo spunto Martina, mi hai fatto venire voglia di aprirmi un ecommerce e vendere cose solo per il gusto di attivare i tag shopping di Instagram!
 

Ansia da storytelling? Posso trovare le parole giuste per te.

 
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